Un cielo pieno di stelle con luci sparse sul tavolo come lucciole che escono dalle gabbie e lampadari luminosissimi. Ecco quello che il Circolo Marras, come un moderno contenitore di sogni, propone nel nuovo allestimento di Nonostantemarras ed ha colpito nel segno. L’occasione è delle più ghiotte, la presentazione milanese del film “Le favole iniziano a Cabras” di Raffaello Fusaro e prodotto dalla Twelve entrainment srl. Un film che somiglia molto al posto che lo ospita (guardandosi attorno pare di essere alternativamente nella fabbrica di aghi biellesi che ora crea i cassetti della libreria, o lo spazio di recupero per le performance live, con muri e tubi scrostati accostati ad oggetti invece dei piu’ raffinati), è a metà tra il documentario ed il flusso di coscenza, esattamente come questo luogo, dove come succedeva nella poesia “Il sabato del villaggio” di Leopardi, la terra di Sardegna si declina in modo affascinante attraverso i suoi protagonisti, come la “donzeletta” della poesia; tra i più rappresentativi che hanno fatto della loro professionalità il loro scopo nella vita declinando un talento che è metafora e viaggio al tempo stesso di questa bellissima terra che si “orna” di quei compagni che fanno di lei lustro ecco quindi la sinossi del film.
I protagonisti, come una famiglia che si rivolge con affetto e discrezione al pubblico, tiene in conto la loro professione di “personaggi” senza farne delle personalità. Veri protagonisti di quell’arte di vivere sempre lei, la Sardegna, quando “tutto l’altro tace”, che ha fatto della terra di Sardegna non tanto lo stereotipo della costa smeralda, ma di grandi del passato, in primis Grazia Deledda, vincitrice del premio Nobel per la letteratura. Come nel bellissimo “sangue sardo” ecco che nel film di Fusaro la Sardegna incontra i suoi musici, i suoi poeti, i suoi figli piu’ noti tra navigatori, scultori, stilisti e fotografi ovvero Tonino Casula, Antonio Marras, Pinuccio Sciola, Gaetano Mura, Gavino Mugia, Marcello Fois. Unica, vera, grande protagnista del film, la bellezza di questa terra, la sua passione declinata per stili di vita, come il racconto per aneddoti dello stesso Antonio Marras sulla sua prima collezione, come “festa di sua vita” attraverso il guardaroba americano ereditato, e quella voglia di vita che offre uno sguardo unico e poetico ricco di suggestioni e colori fatto di tradizioni millenarie spalancate alle luci del progresso. Esattamente come il nuovo allestimento di Nonsolomarras a Milano sottolinea.