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	<title>MondoMostre Skira &#8211; Daily Mood</title>
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	<description>Moda. Tendenze. Arte. Cinema. LifeStyle. Cultura</description>
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		<title>Le “pitture divertenti” delle stampe di Kuniyoshi: la nuova mostra di MondoMostre Skira</title>
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				<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 13:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[T. Chiochia Cristina]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Il mood delle suggestioni, evocato da Kuniyoshi con le pitture di facce che creano volti in modo divertente, chiudono idealmente i festeggiamenti per quest’anno dedicato ai rapporti tra Italia e Giappone. Forse anche grazie a questo non stupisce l’enorme successo della mostra proposta a La Permanente di Milano. Le magnifiche stampe-capolavoro del maestro dell’ukiyioe Utagawa [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/11/2-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-116490 alignleft" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/11/2-1-300x300.jpg" alt="Kuniyoshi" width="300" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/11/2-1-300x300.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/11/2-1-150x150.jpg 150w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/11/2-1.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il mood delle <strong>suggestioni</strong>, evocato da Kuniyoshi con le pitture di facce che creano volti in modo divertente, chiudono idealmente i festeggiamenti per quest’anno dedicato ai rapporti tra Italia e Giappone.<br />
Forse anche grazie a questo non stupisce l’enorme successo della mostra proposta a La Permanente di Milano.<br />
Le magnifiche stampe-capolavoro del maestro dell’ukiyioe <strong>Utagawa Kuniyoshi</strong> (1797-1861), ospitate al piano nobile del palazzo d<strong>al 4 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018</strong>, richiamano infatti non solo amanti di questo mood delle suggestioni, di cui si è già parlato per la mostra su Hokusai, Hiroshige e Utamaro a Palazzo Reale, sempre a Milano, ma anche quelli che per la prima volta in Italia, potranno vedere la prima mostra personale del genio di Kuniyoshi.<br />
Stampe artistiche giapponesi su carta che evocano l’Oriente amato dall’Occidente, in modo disinteressato sia in quel dato periodo (pare addirittura che Monet ne avesse alcune in cucina) che attualmente. Non si dimentichi infatti che questo artista, come ben evidenzia la mostra, ha influenzato gli amanti dei manga e dei film di animazione giapponesi oltre che la cultura pop contemporanea in generale ed anche il mondo dei tatuaggi.<br />
Non solo quindi una mostra per evidenziare lo scambio culturale tra Italia e Giappone, ma anche quella sottile linea rossa che procede da queste due pitture, quasi ad intersecarsi, come ben evidenza la sezione delle pitture divertenti di facce che generano volti, che evocano (e possono benissimo accostarsi) alle opere arcimboldeschi. Un<strong> surrealismo ricco di vision</strong>i che crea mondi fluttuanti e che verrà esemplificato nella sua interezza, volutamente, per meglio comprenderlo e, chissà, amarlo.<br />
Non a caso infatti la mostra si intitola: <strong>“Kunyioshi. Il visionario del mondo fluttuante”</strong>. La mostra è prodotta da <strong>MondoMostre Skira</strong> e molto ben curata da Rossella Menegazzo, che con una grande passione raccoglie in più sezioni esplosioni di colori e di concetti “chiave” che danno spazio a paesaggi e a eroi che possono passare da veri e propri guerrieri a semplici gattini.<br />
Ed ogni sezione però, si esprime la bellezza o forza, l’ironia o l’eccentricità dell’artista, mai banale e sempre volutamente misterioso, come solo un Orientale di quel tempo era in grado di fare. Ed è infatti grazie alla sezione più teatrale che questo mistero volutamente fluttuante ed affascinante si scopre, non svelandosi. Una sezione che evoca fantasmi, rappresentazioni, donne, bambini ed attori kabuki, ma che nelle opere a trittico entrano in un dialogo continuo con lo spettatore quasi come in una narrazione. <strong>Giochi quasi illusionistici o mood delle suggestioni?</strong> Chissà. Sicuramente luci ed ombre fatte di scheletri e sogni onirici, parodie ed emozioni occulte che permettono ai colori di impadronirsi delle stampe ed affascinare il pubblico.<br />
Kunyioshi, sezione dopo sezione, appare barocco e curioso, come solo in Italia un Giuseppe Arcimboldo è riuscito mai ad essere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Cristina T.Chiochia DailyMood.it</strong></em></p>
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		<title>MANET E LA PARIGI MODERNA tra le sale di Palazzo Reale a Milano</title>
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				<pubDate>Fri, 19 May 2017 10:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[T. Chiochia Cristina]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p> Dal 8 Marzo al 2 Luglio 2017 Palazzo Reale a Milano ospita la mostra Manet e la Parigi Moderna, scoprendo la &#8220;modernità&#8221; di Parigi a fine ottocento in modo nuovo e suggestivo attraverso appunto il &#8220;mood&#8221; della modernità degli occhi di un pittore indubbiamente privilegiato per nascita ma profondamente innovatore per merito. Manet come contemporaneo [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <img class="size-medium wp-image-110410 alignleft" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/06/manet23-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/06/manet23-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/06/manet23.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Dal<strong> 8 Marzo al 2 Luglio 2017</strong> <strong>Palazzo Reale</strong> a <strong>Milano</strong> ospita la <strong>mostra Manet e la Parigi Moderna</strong>, scoprendo la &#8220;modernità&#8221; di <strong>Parigi</strong> a fine ottocento in modo nuovo e suggestivo attraverso appunto il &#8220;mood&#8221; della modernità degli occhi di un pittore indubbiamente privilegiato per nascita ma profondamente innovatore per merito. Manet come contemporaneo di una città &#8220;osservabile&#8221; in modo nuovo. La mostra, che offre la visione di ben <strong>54 dipinti</strong> di artisti contemporanei e <strong>16</strong> del celebre pittore, testimonia quanto <strong>Edouard Manet</strong>, iniziatore di una nuova pittura, come recita il comunicato stampa, &#8220;<em>scopre la “meravigliosa” modernità, in una Parigi in piena trasformazione, una città che soleva girare quotidianamente a piedi in lungo e in largo, da autentico pedone e osservatore appassionato del suo tempo. Sulla scia di Baudelaire, si afferma come un “pittore della vita moderna</em>” e sceglie di affrontare temi nuovi che osserva per la strada, al <strong>Teatro dell’Opera,</strong> nei bar e nei “caffè-concerto”. Strutturata in sale tematiche realizzate con la visione diretta di capolavori provenienti dalla collezione del <strong>Museo d&#8217;Orsay</strong> di <strong>Parigi</strong>, fa apprezzare quanto artisti del calibro di <strong>Boldini</strong> (presente con il famosissimo Scene de fete del 1889) o <strong>Cézanne</strong>, ma anche <strong>Degas</strong> (con lo splendido &#8220;le foyer de la danse a l&#8217;opera&#8221; del 1872), <strong>Fantin-Latour, Gauguin e Monet,</strong> debbano al clima entropico della Parigi di quegli anni. Ma è il personaggio e la pittura di <strong>Berthe Morisot</strong> ad incuriosire maggiormente, essendo anche la musa ispiratrice di alcuni capolavori di Manet. Il suo sguardo d&#8217;altrove, la sua anima persa nel colore che piano piano &#8220;stracolma&#8221; di intensità dalle pennellate lucide, non si discostano dagli insegnamenti di altri grandi, sempre rappresentati, tra cui <strong>Renoir</strong> (presente con lo splendido quadro di Madame Darras del 1868), <strong>Signac e Tissot.<br />
</strong><br />
La dispersione della luce nel colore, sono ciò che colpisce maggiormente del lavoro di <strong>Manet.</strong> Ed è proprio la sezione dei suoi acquarelli a testimoniarla appieno con un incontro di chiari e scuri, luci e pieni di oscurità del colore stesso. E&#8217; quel senso della luce scavato n<img class="size-medium wp-image-110409 alignright" src="http://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/06/mostra-manet-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/06/mostra-manet-300x200.jpg 300w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2017/06/mostra-manet.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />el tratto che permette al visitatore di poter apprezzare negli <strong>11 disegni del maestro e di altri artisti,</strong> quello che poi in un&#8217;altra sezione faranno le sculture e le &#8220;maquettes&#8221;, bozzetti che sono già materia e forma di un&#8217;epoca dove tutto pareva possibile grazie anche alle scoperte di fotografia e dove gli artisti creavano ad hoc appuntamenti importanti in cui riconoscersi o smettere di farlo. Questo stato di arte come &#8220;fotografia pura&#8221; del bello e del classico, come modello diretto e strumento estetico fine a se stesso, fa di Manet il capofila di un modo nuovo di vedere il mondo, come un tableau vivant molto caro agli artisti di quel periodo (tanto che l&#8217;evento di apertura della mostra è stato appunto una serie di flash mob per la città con tableau vivant con attori e modelli opportunamente mascherati come alcuni dei quadri esposti in giro per la città), al fine di rappresentare la vita frenetica di un nuovo mood, esattamente come il mondo dello spettacolo della <strong>Parigi</strong> di quegli anni , <strong>Parigi</strong> come un enorme quadro vivente in continuo cambiamento tra esposizioni universali, nuove architetture e riqualificazioni urbane, che non poteva discostarsi molto dalla vita reale dei suoi protagonisti.<br />
La <strong>mostra</strong>, prodotta da <strong>Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale</strong> e <strong>MondoMostre Skira</strong> è curata da <strong>Guy Cogeval,</strong> presidente del <strong>Musée d’Orsay</strong> e dell’<strong>Orangerie di Parigi</strong> insieme a <strong>Caroline Mathieu e Isolde Pludermacher.</strong></p>
<p><strong><em>di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it</em></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it/2017/05/19/manet-la-parigi-moderna-le-sale-palazzo-reale-milano/">MANET E LA PARIGI MODERNA tra le sale di Palazzo Reale a Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it">Daily Mood</a>.</p>
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