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The Shards: L’America dei primi anni Ottanta di Bret Easton Ellis diventa una serie su Disney+
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2 ore agoon
Los Angeles, 1981. Un gruppo di studenti privilegiati dell’ultimo anno di una scuola privata d’élite ha a che fare con l’identità, il sesso, la gelosia, l’ossessione e i pericoli che si nascondono sotto la superficie dell’adolescenza americana. Al centro della storia c’è Bret, che è Bret Easton Ellis (Igby Rigney), un aspirante scrittore e adolescente dotato di grande intuito, la cui realtà inizia a sgretolarsi con l’arrivo di un nuovo studente misterioso e affascinante, Robert Mallory (Homer Gere). Trasferitosi poco prima dell’ultimo anno di liceo, l’arrivo di Robert coincide con il crescente terrore suscitato da un serial killer che prende di mira gli adolescenti di tutta la città, il Pescatore. Accanto a Bret ci sono i suoi amici: Susan Reynolds (Kaia Gerber), la sua fidanzata Debbie Schaffer (Hayes Warner) e Thom Wright (Graham Campbell). E ci sono gli adulti: Terry Schaffer (Wes Bentley) e Liz Schaffer (Evan Rachel Wood), un produttore cinematografico e un’ex attrice, i genitori di Debbie, e Steven Reinhardt (Jordan Roth), l’ambiguo assistente di Terry. Vi sembrerà una storia come tante. Ma non lo è. È quella di The Shards, la nuova serie drama FX dall’executive producer Ryan Murphy, tratta dall’acclamato romanzo bestseller di Bret Easton Ellis, uno dei grandi scrittori americani degli ultimi 40 anni. La serie è in streaming su Disney+.
Una delle prime scene che vediamo è quella del primo incontro tra Bret Easton Ellis e l’ancora sconosciuto Robert Mallory, nel buio di una bellissima sala cinematografica, alla prima visione di Shining. È una delle pagine più belle del libro di Ellis. E, vederla su schermo, vuol dire davvero veder prendere vita quelle immagini che abbiamo elaborato nella nostra mente. The Shards non delude mai nella ricostruzione degli ambienti: le high school americane, gli eleganti ristoranti, le proverbiali feste nelle ville con piscina. Da questo punto di vista il mondo della Los Angeles di Bret Easton Ellis è dipinto alla perfezione. E in questo senso The Shards è una serie immersiva. Una delle scelte vincenti è stata mantenere la voce narrante di Bret Easton Ellis, cosa che permette di entrare nell’interiorità del protagonista, come accade leggendo il libro.
La trasposizione seriale di The Shards ha due anime. C’è quella dell’autore del libro, Bret Easton Ellis, caustica, minimalista, tagliente. E c’è quella di Ryan Murphy, uno dei numi tutelari della serialità di oggi (American Horror Story, Hollywood, The Beauty), narratore barocco ed eccessivo. I due hanno firmato insieme l’adattamento. Murphy ha decisamente in sé il tocco dell’horror, lo dice il suo curriculum. È però un autore portato sempre verso l’eccesso. E qui nasce il delicato rapporto con la materia di Bret Easton Ellis. Che l’eccesso lo ha già in sé, lo ha sempre avuto già dal suo primo libro, Meno di zero. È un eccesso a suo modo controllato, scarno, freddo. Quello di Ryan Murphy è più sopra le righe. E per tutta la prima parte, fedele al romanzo, non ha bisogno di metterlo in scena. Poi, però, prende in mano la storia e la porta altrove.
The Shards è una storia di ossessioni e paranoie, un horror che è reale ma anche interiore, perché sì, lì fuori c’è qualcuno che uccide, ma i mostri sono anche dentro. È la storia delle inquietudini che vivono, negli adulti e nei ragazzi, sotto una superficie scintillante e dorata. Quel senso costante di pericolo, di paranoia, di accerchiamento, di osservazione costante che c’è nel romanzo di Bret Easton Ellis, nella serie The Shards arriva però solo a corrente alternata.
I ragazzi e le ragazze dei romanzi di Bret Easton Ellis sono sempre bellissimi. È qualcosa di voluto, di insistito. Fa parte della sua poetica: raccontare la perfezione fuori e la frattura dentro queste persone. Da questo punto di vista gli attori protagonisti scelti ci sembrano davvero perfetti. Kaia Gerber è Susan, la ragazza più bella della scuola. E Homer Gere è il bellissimo, elegantissimo e tenebroso Robert Mallory. La cosa che è intrigante, nel vederli insieme sullo schermo, è che i due sono figli d’arte. E che arte. Kaia Gerber è la figlia di Cindy Crawford, e Homer Gere è il figlio di Richard Gere. I due divi della moda e del cinema, ormai più di trent’anni fa, sono stati anche una coppia nella vita. I loro figli si sono conosciuti in questa occasione. I due sono già delle icone di stile: per la première americana, che si è tenuta allo SVA Theatre di Chelsea, Kaia Gerber ha indossato un abito Valentino semitrasparente con dei cristalli che riflettevano la luce. Homer Gere era elegantissimo in Prada. Ma sono centrati anche gli altri attori: Igby Rigney, che deve portare in scena il non facile ruolo di Brett Easton Ellis, che è un personaggio letterario ma che esiste anche nella vita reale, è bello, ma non troppo, è affascinante ma impacciato il giusto per rappresentare quel personaggio che sapeva di non essere il maschio Alpha, di aver una sessualità e un’identità ancora da comprendere, e viveva in un mondo di squali troppo forti per lui. La popstar Hayes Warner è decisamente sexy per essere Debbie, e ha tinto i capelli di un biondo più chiaro per avvicinarsi a quelli di Debbie Harry dei Blondie. Così come Evan Rachel Wood, che interpreta la madre, si è ispirata molte star della fine degli anni Settanta. A noi, nella silhouette e nel taglio di capelli, ha ricordato molto la Michelle Pfeiffer di Scarface. Alla prima di New York indossava un Dior firmato John Galliano e sul set ha indossato abiti di Saint Laurent e Chanel.
Quello che è interessante, in un racconto come quello di The Shards, è proprio quel viaggio nella moda dei primi anni Ottanta. Che non sono ancora gli anni Ottanta eccessivi, quelli dei colori accesi, delle spalline, delle stampe colorate. Il 1981 è un anno di transizione, in cui l’eleganza era ancora piuttosto sobria. Un mondo di abiti stretti, attillati, sobri ed eleganti sia per la donna che per l’uomo. Per capirci, erano gli anni in cui Richard Gere, nume tutelare del libro di Brett Easton Ellis, girava American Gigolò vestito da Giorgio Armani. Un motivo per guardare The Shards è anche questo.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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