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Coyote Vs Acme: E se la colpa non fosse mai stata del nostro Willy Coyote?

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E se, tutto d’un colpo, realizzaste che i vostri fallimenti, i vostri errori, le vostre mancanze non sono mai state davvero colpa vostra? È quello che accade nel bellissimo film Coyote vs Acme, un progetto che ha una lunga storia di gestazione e che, finalmente, arriva sugli schermi italiani distribuito da Lucky Red. Lo spunto del film è proprio questo. Dopo l’ennesima caccia a Beep Beep finita male, con la solita caduta in un burrone, il nostro eroe Will E. Coyote, di professione “genio”, come riporta il suo biglietto da visita, vede lo spot di un avvocato di Albuquerque, New Mexico, che gli sembra parlare a lui. Ogni volta che un piano è andato a male, ogni volta che un oggetto è scoppiato, ogni volta che in uno zaino con il paracadute c’era in realtà l’argenteria, è stata colpa di chi lo ha prodotto. Cioè la fantomatica Acme, che, apprendiamo, è una multinazionale che produce oggetti di ogni tipo e ha una sezione dedicata ai cartoni animati. Willy Coyote così decide di andare ad Albuquerque e fare causa alla potentissima Acme.

È un film pieno di sorprese, Coyote Vs Acme. A partire dall’inizio, in cui, dopo la gag iniziale, e una volta accesa la lampadina della possibile causa nella testa del protagonista, con un breve flashback ci fa vedere una serie di gag storiche di Willy Coyote e Beep Beep, quelle con cui siamo cresciuti, con cui abbiamo riso ogni volta. E qui già qualcosa scatta. Ma le sorprese non finiscono qui. Una volta che il nostro eroe arriva ad Albuquerque, capiamo che Coyote Vs Acme è uno di quei film a tecnica mista, animazione e live action, o meglio animazione 2D e live action, quella tecnica che ha fatto grandi film come Chi ha incastrato Roger Rabbit? e Elliot il drago invisibile, e che presuppone una certa sospensione dell’incredulità per cui si dà per scontato che uomini e cartoni animati vivano insieme e possano comunicare.

Ma le sorprese non finiscono qui. Coyote Vs Acme diventa, sempre virato in commedia e con gag slapstick da cartoon, una sorta di legal thriller. O meglio, uno di quei film sulle cause civili in cui un avvocato e un querelante, soli contro tutti, combattono non solo per sé ma per un bene superiore, il bene della comunità. Ovviamente ad armi impari, come Davide contro Golia. Ed ecco che, tra continui scoppi, cadute, corse e rincorse, salti e giravolte, Coyote Vs Acme segue tutte le regole e gli stilemi di quel tipo di film. Con l’avvocato più improbabile su piazza, certo. Ma improbabile quanto il suo cliente.

Quello che esce da Coyote Vs Acme è un nuovo profilo di Willy Coyote. È finalmente fiero, sicuro, battagliero. L’idea di avere ragione, di essere dalla parte dei giusti, di poter far valere la giustizia, lo rende finalmente qualcuno di determinato. È un’altra persona. Pardon, un altro cartone. Ed è finalmente esplicitato quello che abbiamo sempre pensato sul rapporto con il suo rivale. Senza svelarvi troppo, il destino di Wily Coyote e Beep Beep, alias il Roadrunner, è quello di essere due lati della stessa medaglia. Sono come Rocky e Apollo Creed, come Daniel Larusso e Johnny Lawrence di Karate Kid e Cobra Kai.

Beep Beep è parte della storia, e non poteva essere altrimenti. Ma Coyote Vs Acme è ricco di camei e di citazioni, dal mondo Looney Tunes e non solo. Uno dei personaggi, il Dr. Lorre, fa riferimento, ad esempio, a Peter Lorre, storico attore degli anni Trenta, noto, tra le altre cose, per M – Il mostro di Dusseldorf. È inserito nella storia in modo geniale, come è inserito bene ogni personaggio che entra in scena.

Ma c’è qualcosa di più che ci dice questo Coyote Vs Acme. Che Willy Coyote è un simbolo di resilienza, costanza, impegno. Uno che lavora duro per ottenere il suo obiettivo. Uno che, ogni volta che cade, si rialza e riprova ancora, ancora e ancora. È qualcuno da cui abbiamo davvero tanto da imparare. La bellezza di questo film è che sia riuscito a dare un carattere e una storia a dei personaggi che sembravano bidimensionali, ridotti solo a semplici, per quanto geniali, gag. Geniale anche Lucky Red a prendersi e regalarci questo film che ha avuto una storia tormentata. Prodotto dalla Warner Bros., che è titolare dei diritti dei Looney Tunes, e poi abbandonato, è stato completato da un’altra casa di produzione, ma non era più nei piani distribuitivi della major. Era quindi una carta libera, sul tavolo, solo da pescare. E Lucky Red lo ha fatto. È un film per tutte le età. Piacerà ai più piccoli, ma sarà un cult per il pubblico adulto, visto che intere generazioni sono cresciute con quei bellissimi cartoni animati.

di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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