“Il viaggio di Bob Dylan si può ricostruire in modo autentico attraverso i Levi’s che ha indossato”. Sono le parole di Arianne Phillips, costumista di A Complete Unknown, il film di James Mangold su Bob Dylan al cinema dal 23 gennaio. Come abbiamo scritto appena visto il film, uno dei grandi pregi dell’opera di James Mangold, con Timothée Chalamet nei panni del menestrello di Duluth, è proprio la ricostruzione storica, quel viaggio indietro nel tempo che ci riporta al Greenwich Village, nella New York del 1961. Si tratta di un grande lavoro in cui i costumi fanno la loro parte. E ora alcuni di questi si possono anche avere. Levi’s Vintage Clothing ha deciso di celebrare l’eredità di Bob Dylan con una capsule collection di modelli esclusivi.
Timothée Chalamet, i capelli ricci e arruffati, e quel famoso cappellaccio di velluto del primo Dylan in testa, veste giacche di velluto e di camoscio, camicie di cotone stazzonate, jeans e stivali. Poi, proprio nel momento in cui cambia genere musicale, cambia anche look, e comincia a vestire all’inglese. Ma questa è un’altra storia. Qui parliamo del Bob Dylan del folk, quello della famosa copertina dell’album The Freewheelin’ Bob Dylan, dove appare accanto al suo amore di allora, Suze Rotolo, in jeans e giacca di camoscio, mentre passeggia sotto la neve.
I capi della Capsule Collection A Complete Unknown vogliono partire proprio da qui. Sembrano prendere vita e uscire proprio dalla foto di copertina di The Freewheelin’ Bob Dylan. Uno dei pezzi forti della collezione sono i 1955 501 jeans personalizzati. In occasione del film su Dylan Levi’s ha trasformato i suoi jeans a gamba dritta più iconici in un modello bootcut. L’ispirazione è nata da un aneddoto degli anni Sessanta: la ragazza di Bob Dylan aveva aggiunto dei pannelli in denim ai suoi Levi’s 501Jeans in modo che potesse indossarli insieme agli stivali. Ne sono state prodotte solo 501 paia. In abbinamento ai jeans c’è la Cintura a D, la riproduzione di uno degli accessori più amati da Bob Dylan: una cintura in cuoio marrone, sottile, in omaggio con ogni paio di jeans acquistato.
Il capo più prezioso della Capsule Collection A Complete Unknown è la giacca in camoscio anni Sessanta. È la riproposizione della classica giacca in camoscio che Bob Dylan indossava nei primi anni Sessanta. Una classica giacca di camoscio, con il taglio a giubbotto, dritta e corta, che rimanda proprio alla foto della classica copertina del disco. Ne sono stati prodotti solo 200 esemplari. La confezione di ciascun articolo è impreziosita da curati tributi all’arte di Bob Dylan, da testi selezionati delle sue canzoni a fermi immagine del film, che colgono il romanticismo e l’autenticità di un uomo destinato a diventare leggenda. I prezzi sono chiaramente quelli di una collezione limited edition. La Giacca in camoscio anni Sessanta costa 1.150 euro, e i jeans 501 personalizzati 550 euro.
Questa collezione è un’ulteriore prova che moda e cinema sono arti che vanno sempre più a braccetto, e che i costumi sono sempre un elemento fondamentale nella riuscita di un film. “Mi sono resa conto che i costumi e le acconciature avrebbero dovuto guidare il pubblico attraverso la crescita visiva di questo ragazzo di 19 anni fino a diventare un uomo di 24 anni” ha raccontato la costumista Arianna Phillips a GQ USA. “Stavo cercando dei fili conduttori nella personalità e nei gusti di Bob”, ha spiegato l’artista. “E un elemento di continuità l’ho trovato nel denim. Bob Dylan ha sempre indossato jeans”.
Della magia del cinema, e della moda, fanno parte anche certe coincidenze che fanno davvero pensare al fatto che, a volte, i pianeti si allineino. Sempre dal racconto di Arianna Phillips, scopriamo che la costumista aveva lavorato insieme a Paul O’Neill, direttore del design di Levi’s Vintage Clothing, che qualche anno fa aveva lavorato a una linea chiamata proprio Folk City, e aveva già fatto ricerche sugli abiti di Dylan e di Joan Baez. È stato leggendo un’autobiografie di Suze Rotolo, A Freewhelin’ Time, aveva scoperto che l’amore di Bob Dylan cuciva pannelli a forma di U invertita nelle cuciture interne dei jeans di Dylan, allargando gli orli per permettergli di indossarli sopra gli stivali. A metà degli anni Sessanta, con un tour in Inghilterra, Dylan avrebbe poi scoperto i Beatles, i mod, Londra e la moda di Carnaby Street. Sarebbe tornato in America con vestiti eleganti e attillati. Anche nella moda, come nella musica, Dylan non rimaneva mai uguale a se stesso.