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Star Wars: Skeleton Crew: Per tornare ragazzini, su Disney+

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Ripensate mai alle cose più eccitanti che trovavamo al cinema quando eravamo ragazzini? Una cosa era sicuramente la saga di Star Wars, che a quei tempi era formata dalla prima trilogia. L’altra erano i film della Amblin, la casa di produzione di Steven Spielberg specializzata in film d’avventura. Parliamo di titoli come E.T. – L’extraterrestre e I Goonies. E poi, in un certo periodo della nostra vita, c’erano anche i film e le storie di pirati. Star Wars: Skeleton Crew, la nuova serie tv che debutta su Disney+ il 3 dicembre (con i primi due episodi, e poi con un episodio a settimana) riesce a racchiudere tutto questo in un solo racconto. Star Wars che incontra i Goonies che incontra i pirati. Che cosa volete di più dalla vita?

Star Wars: Skeleton Crew segue il viaggio di quattro ragazzi che fanno una misteriosa scoperta sul loro pianeta natale, apparentemente sicuro, per poi perdersi in una galassia strana e pericolosa. Trovare la strada di casa – incontrando improbabili alleati e nemici – sarà un’avventura più grande di quanto abbiano mai immaginato. La serie è interpretata da Jude Law, Ravi Cabot-Conyers, Ryan Kiera Armstrong, Kyriana Kratter, Robert Timothy Smith, Tunde Adebimpe, Kerry Condon e Nick Frost. Gli episodi sono diretti da Jon Watts (il regista degli ultimi film di Spider-Man), David Lowery, i Daniels (Daniel Kwan e Daniel Scheinert), Jake Schreier, Bryce Dallas Howard e Lee Isaac Chung. Jon Watts e Christopher Ford sono i capo sceneggiatori oltre ad essere gli executive producer insieme a Jon Favreau, Dave Filoni, Kathleen Kennedy e Colin Wilson.

Ormai lo abbiamo capito. L’universo di Star Wars, la galassia lontana lontana, si può espandere in tutte le declinazioni e in tutte le direzioni. Per anni abbiamo creduto che, nel mondo di Guerre stellari, fosse possibile solo quella storia, ossia la saga degli Skywalker. Anche la Disney lo ha aveva creduto visto che, appena entrata in possesso del franchise, ha cercato di proseguirla con gli episodi VII, VIII e IX. E, anche quando è uscita dai binari, è rimasta in qualche modo legata, con Rogue One – A Star Wars Story e Solo – A Star Wars Story. Invece, ormai lo abbiamo capito, quello di Guerre Stellari è un mondo dove sono possibili infinite storie. Basta che ci sia quel mood che ormai è codificato.

Il mondo che vediamo all’inizio di Star Wars: Skeleton Crew è certamente quello di Star Wars, ma molto più vicino a quello dei film americani di cui parlavamo prima. Tutto ha inizio infatti in un pianeta che è fatto di villette e giardini, come in tante storie che abbiamo visto. Tanto che si si passa tutto il primo episodio a chiedersi se l’atmosfera sia davvero quella di Star Wars o se sia quella di in un normale film di avventura, o avventura fantascientifica. La risposta arriva presto, con un grande colpo di scena alla fine del primo episodio, seguita da un altro alla fine del secondo. I creatori della serie hanno capito il mood del mondo di Star Wars e anche come declinarlo in formato seriale: ogni episodio si chiude con un momento ad effetto. Che è bene non rivelare, ma che vi piacerà.

Star Wars, lo sapete, è anche la storia dei cavalieri Jedi. Che qui sono presentati in modo diverso. Sono visti attraverso gli occhi di dei bambini. E per questo sono resi ancora più idealizzati, mitici. Il giovane protagonista, a scuola, dice che da grande vuole fare del bene, aiutare gli altri. Vuoi essere uno Jedi, gli dice l’amico, anche se non l’hai detto apertamente. Tutto si accende quando, cadendo per caso in un burrone, crede di avere trovato l’ingresso di un antico tempio Jedi. È lo spunto per l’inizio di un’avventura, per quella ricerca del tesoro che, ad esempio, era alla base di Goonies.

Nella storia ci sono cose a cui siamo abituati, e alcune cose originali. C’è, ad esempio, un modo nuovo di utilizzare i droidi. E, insieme ad esso, l’idea che una ragazzina sappia trattare con loro, ingannarli, piegarli a sé. La strana “squadra dello scheletro” (è questo che significa Skeleton Crew) è formata da due ragazzi (uno, simpaticissimo, con i tratti di un elefante, il mondo di Star Wars è fatto anche di creature curiose e tenere) e da due ragazze. Che, da subito, si dimostrano più intraprendenti e coraggiose dei ragazzi. Un po’ sono i tempi che stiamo vivendo, un po’ è proprio tipico di quell’età, in cui le ragazzine crescono più in fretta dei ragazzi. Il cast, ad ogni modo, è amalgamato bene e funziona.

Nel cast c’è anche Jude Law, divo del cinema da ormai più di vent’anni, uno degli attori più affascinanti, che per la prima volta entra nel mondo di Star Wars, per il quale sembra essere particolarmente adatto, grazie alla sua aura. Anche sul suo ruolo è bene non dire troppo per non guastarvi la sorpresa.

Un’altra novità è che Star Wars: Skeleton Crew mette in scena per la prima volta la scuola e la fa vedere in modo piuttosto prestazionale e repressivo. Una cosa che, nel nostro mondo reale, denunciava già Roger Waters con i Pink Floyd in The Wall: we don’t need no education. È qualcosa che non avevamo mai visto, perché abbiamo sempre visto personaggi più adulti, oppure bambini, oppure giovani alle prese con un apprendistato Jedi, insomma, figure in qualche modo lontane dalla normalità. È un po’ strano vedere un sistema così repressivo, perché dovremmo essere nell’era della Repubblica, post impero, un’era più libertaria.

Quello che conta, però, in Star Wars: Skeleton Crew è che il team creativo coglie alla perfezione il tono che vuole dare alla storia, quello appunto del cinema d’avventura per ragazzi della Amblin. Il tono, per capirci (derive horror dell’ultima stagione a parte) che ha saputo intercettare alla perfezione una serie cult come Stranger Things. Quindi, una storia che ha sempre affascinato i giovanissimi come Star Wars, passata attraverso la lente di un cinema per ragazzi, diventa avventura all’ennesima potenza. Lo stupore e l’incanto sono assicurati. È un ulteriore modo per vivere il mondo di Star Wars.

di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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