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The Favourite. Yorgos Lanthimos conquista il Lido con Stone, Colman e Weisz.

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8 anni agoon
Inghilterra, inizio XVII secolo. La regina Anna (Olivia Colman) ultima e poco nota discendente di casa Stuart siede sul trono mentre il paese viene guidato di fatto da Lady Sarah (Rachel Weisz) da sempre consigliera e amica della sovrana. Tra gare di corsa delle anatre e lotte con le arance, gli equilibri interni della corte vengono sconvolti dall’arrivo di Abigail (Emma Stone), cugina di Sarah la cui famiglia è caduta in disgrazia. Per questo motivo la giovane cerca lavoro sperando nel buon cuore della parente, la quale infatti decide di accoglierla dapprima come semplice cameriera e poi di farla diventare la sua governante personale. Questo passaggio di ruolo permetterà ad Abigail di avvicinarsi alla regina mettendo a rischio la posizione privilegiata da sempre occupata da Sarah. Tra le due si scatenerà una vera e propria rivalità al fine di diventare l’unica favorita (da qui il titolo il titolo della pellicola) della monarca.
Con trailer, sinossi e dettagli vari trapelati nei giorni scorsi sapevamo prima della visi
Proprio a causa di questi “mondi” a cui ci eravamo tanti abituati l’inizio di The Favourite lascia perplessi gli spettatori, perché da subito ci si ritrova a ridere di gusto delle immagini che si susseguono sullo schermo. Una reazione del tutto inaspettata in un film di Lanthimos la cui firma però emerge e riesce come sempre a conquistare scena dopo scena.
Con The Favourite bisogna accantonare l’idea del tradizionale dramma in costume. La Storia – in questo caso quella della guerra tra Francia ed Inghilterra – viene citata e al contempo lasciata in disparte perché sono le dinamiche racchiuse tra le mura della corte della regina Anna a catturare l’attenzione. La lotta di potere tra i personaggi della Stone e della Weisz si risolvono all’interno di poche stanze – specialmente la camera da letto della regina –, il climax della narrazione è in continua crescita e i risvolti sono talmente inaspettati che per tutta la durata del film non si ha idea di come potrebbe finire.
Punto di forza della pellicola è la perfetta caratterizzazione dei personaggi. Le tre protagoniste reggono la narrazione sulle loro spalle e a tutte viene conferita una specifica personalità carismatica dalle mille sfacettature. Inoltre, come sottolineato sia dal regista che dallo sceneggiatore Tony McNamara, tra le tre non viene a crearsi solo un rapporto di dipendenza e persuasione ma anche di amore. La regina Anna, presentata come una donna fragile a causa della sua malattia (la gotta le dà il tormento) e dal carattere volubile, se all’inizio sembrava infantile ed ingenua in un secondo momento si scopre ben consapevole delle attenzioni (seppur con doppi fini) sia di Lady Anna che di Abigail, e per una donna che nella
The Favourite è una pellicola sarcastica, irriverente e magistralmente scritta, diretta e interpretata. Nonostante affronti un tono inusuale rispetto a quello visto in Dogtooth e negli altri film di Lanthimos la sua firma rimane riconoscibile e impeccabile e alcune scelte registiche – in particolare il rallenty, il cui utilizzo serve a sottolineare in maniera grottesca gli eccessi dell’epoca – rendono evidente la continua evoluzione stilistica dell’autore.
Ritorniamo quindi al quesito posto all’inizio: The Favourite sarebbe stato il perfetto film di apertura del Festival di Venezia non solo per l’ottimo livello qualitativo che offre a 360 gradi ma anche perché ben rappresenta lo spirito di cambiamento e di congiunzione tra autorialità ed essenza “pop” che Alberto Barbera vuole portare alla sua manifestazione.
Photo Credits: @MatteoMignani
di Marta Nozza Bielli per DailyMood.it
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