Fuori concorso a Venezia 74, Loving Pablo è il racconto della storia d’amore tra il narcotrafficante colombiano Pablo Escobar e la giornalista Virginia Vallejo, sua amante, tratto dal libro scritto da quest’ultima. Una storia già conosciuta da molti, soprattutto per gli appassionati della serie TV Netflix Narcos, ma che con questo film assume ancora più fascino grazie all’interpretazione dei suoi protagonisti, Penelope Cruz e Javier Bardem, coppia nella vita e ancora una volta anche sul grande schermo. I due attori, insieme al regista Fernando León de Aranoa, hanno accompagnato il film alla sua première veneziana.
Perché raccontare ancora questa storia sullo schermo? Fernando León de Aranoa: Perché se è vero che negli ultimi decenni le vicende di Escobar sono state raccontate in libri, serie TV e documentari, è altrettanto vero che il libro di Virgina Vallejo offre uno sguardo più intimo sul suo comportamento criminale e descrive da vicino gli anni più duri della guerra tra il narcotrafficante e il governo colombiano. Lei è stata sua amante ma soprattutto lei fu una sopravvissuta di tutta questa faccenda. La sua è in fondo la storia disperata di un naufragio, che tratta di attrazione e fascinazione, ma è anche il racconto della pazzia e del terrore di uno dei decenni più violenti della storia recente, a cui la stessa Virginia prese parte.
Javier Bardem, si vedeva prima o poi nei panni di Escobar? Javier Bardem: Questo film volevo farlo da tempo e già altri registi mi avevano offerto il ruolo in passato. Alla fine ho accettato perché Escobar è una figura caratterizzata da una grande contraddizione, era infatti un padre affettuoso ma anche un terribile assassino. C’è voluto tempo per cogliere in lui questa doppia faccia: un essere umano che si fa mostro. Spero di essere riuscito con la mia interpretazione a far arrivare questo aspetto agli spettatori.
Penelope Cruz, come si è preparata al ruolo di Virginia Vallejo? Penelope Cruz: Ho visionato molto materiale televisivo, perché Virginia era un volto noto del piccolo schermo. Poi chiaramente ho letto il suo libro. Non credo che il cinema abbia il dovere di cambiare il mondo, ma penso che abbia la responsabilità di raccontare certe storie. Noi non volevamo rendere questo film un videogame. In questo caso il personaggio di Virginia doveva essere quello che più degli altri incarnasse il dolore.
Perché avete scelto di girare in lingua inglese? E’ sembrata una scelta alquanto strana… Javier Bardem: Rispondo da produttore del film: ho pensato semplicemente che l’inglese rispondesse alle richieste di mercato. Ma la lingua non è importante in questo caso, è solo un mezzo espressivo. L’importante è che arrivino le emozioni. Fernando León de Aranoa: Abbiamo comunque scelto attori che parlassero con accento colombiano. Purtroppo oggi è difficile vendere un film sul mercato internazionale se non si utilizza la lingua inglese. E’ la legge del mercato. Abbiamo in ogni caso cercato di essere il più realistici possibile, girando nei luoghi reali dove sono avvenuti i fatti raccontati.
Javier Bardem, lei ha dovuto trasformare completamente il suo fisico per entrare nel ruolo… Javier Bardem: Il fisico è uno dei mezzi per descrivere al meglio un personaggio. Trasformarmi anche fisicamente era importante per entrare meglio in Pablo. Il mio Pablo è quasi un ippopotamo. Tra l’altro l’ippopotamo era il suo animale preferito. Un animale all’apparenza tranquillo e flemmatico, ma in realtà ferocissimo. C’è anche una scena del film in cui Escobar sembra proprio un ippopotamo, quando sta in piscina ed ha tutto il corpo coperto dall’acqua tranne gli occhi. Credo che questa scelta sull’aspetto fisico sia stata giusta per rappresentare al meglio l’anima del personaggio. Penelope Cruz: L’aspetto fisico di Javier, il suo essere entrato così tanto nel personaggio, ha aiutato anche noi altri attori sul set. Io, ad esempio, devo dire che durante le riprese più volte ho avuto paura di Pablo Escobar, della sua energia così aggressiva. Anche quando tornavamo a casa, io vedevo Pablo e non Javier. Infatti, poi, è arrivato un momento in cui non vedevo l’ora di finire le riprese.
di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it Photo Credits: @MatteoMignani