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	<title>intelligenza artificiale &#8211; Daily Mood</title>
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	<description>Moda. Tendenze. Arte. Cinema. LifeStyle. Cultura</description>
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		<title>La trappola dell&#8217;iperconnessione di Barbara Fabbroni</title>
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				<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:17:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[anarchici digitali]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Nasce un nuovo movimento: gli anarchici digitali. Non un ritorno al medioevo, ma una ribellione psicologica contro il capitalismo della sorveglianza. C&#8217;è un momento preciso, nella vita di un adolescente iperconnesso, in cui il pollice si ferma. Non per stanchezza fisica, ma per una specie di saturazione interiore: lo schermo continua a offrire stimoli, ma [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nasce un nuovo movimento: gli anarchici digitali. Non un ritorno al medioevo, ma una ribellione psicologica contro il capitalismo della sorveglianza.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un momento preciso, nella vita di un adolescente iperconnesso, in cui il pollice si ferma. Non per stanchezza fisica, ma per una specie di saturazione interiore: lo schermo continua a offrire stimoli, ma qualcosa dentro non risponde più. È lì, in quella micro-pausa, che psicologicamente nasce la ribellione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-237476 alignleft" src="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2026/07/Barbara-Fabbroni-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2026/07/Barbara-Fabbroni-240x300.jpg 240w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2026/07/Barbara-Fabbroni-819x1024.jpg 819w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2026/07/Barbara-Fabbroni-1229x1536.jpg 1229w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2026/07/Barbara-Fabbroni-1639x2048.jpg 1639w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2026/07/Barbara-Fabbroni.jpg 1959w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />L&#8217;intelligenza artificiale e gli algoritmi predittivi hanno spostato il confine dell&#8217;anarchia digitale: non più assenza di regole, ma eccesso di potere invisibile. Piattaforme che sanno cosa desidereremo prima di noi, sistemi di raccomandazione costruiti sui bias della dopamina, un disordine informativo che genera ansia cronica più che libertà. In questo scenario di sorveglianza soft, dove ogni clic diventa dato e ogni dato diventa profitto, cresce un contro movimento silenzioso: i cosiddetti anarchici digitali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono luddisti. Non spaccano server, non demonizzano la tecnologia in sé. La loro è una rivolta psicologica prima ancora che ideologica: il rifiuto di un sistema di ricompense variabili — lo stesso meccanismo neurobiologico delle slot machine — che tiene agganciata l&#8217;attenzione attraverso il rilascio intermittente di dopamina. Skinner lo aveva già dimostrato negli anni Trenta con i suoi esperimenti sul rinforzo intermittente: è la ricompensa incerta, non quella certa, a generare dipendenza comportamentale. I social network ne sono l&#8217;applicazione perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci si confronta più con i pari reali, ma con versioni curate e algoritmicamente premiate dell&#8217;esistenza altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo psichico di questa architettura si vede nei numeri clinici che arrivano dagli studi sui giovani: aumento dei disturbi d&#8217;ansia, fenomeni di ritiro sociale che in Giappone hanno un nome preciso, hikikomori, e che oggi si osservano anche nei contesti occidentali con forme più sfumate ma altrettanto preoccupanti. Il confronto sociale continuo, teorizzato già da Festinger negli anni Cinquanta come meccanismo naturale dell&#8217;identità, trova online un&#8217;amplificazione patogena. Il risultato è un vissuto cronico di inadeguatezza che la letteratura definisce comparazione sociale ascendente disfunzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo si aggiunge il vamping, la veglia digitale notturna che frammenta il sonno REM proprio nella fascia di età in cui la consolidazione mnestica e la regolazione emotiva dipendono in modo critico dal riposo. Non stupisce che irritabilità, difficoltà attentive e labilità dell&#8217;umore siano tra i sintomi più frequenti riportati nei colloqui clinici con adolescenti fortemente esposti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il rifiuto del diktat algoritmico</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Notifiche disattivate, dumbphone, il passaggio dalla FOMO alla JOMO. È riappropriazione del locus of control: lo spostamento dell&#8217;origine percepita delle proprie azioni dall&#8217;algoritmo alla scelta consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tutela radicale della privacy</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sistemi crittografati, browser anonimi, rifiuto della mercificazione del sé digitale. Sottrarsi al tracciamento come forma di autodeterminazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Comunità alternative</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Micro-comunità orizzontali, non mediate da logiche di monetizzazione della rabbia. Un ritorno a quello che Winnicott chiamava spazio transizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un movimento nostalgico. È una risposta adattiva a un ambiente che, nel tentativo di connettere tutti, ha finito per isolare i singoli dentro bolle di validazione artificiale. E forse la domanda più interessante non è se questi giovani abbiano ragione a disconnettersi, ma cosa ci dice della nostra epoca il fatto che disconnettersi sia oggi percepito come un atto di coraggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La disconnessione come atto clinico </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Forse è qui che dobbiamo tornare a quel pollice fermo sullo schermo. Non è resa, non è sconfitta della tecnologia sull&#8217;attenzione: è il primo gesto di un organismo che si difende. In termini clinici, potremmo chiamarlo un tentativo di riregolazione — il sistema nervoso che, esausto da uno stato di allerta perenne, cerca la via più semplice per tornare a uno stato di quiete: interrompere lo stimolo.</p>
<p style="text-align: justify;">I ribelli digitali non stanno inventando nulla che la psicologia non sapesse già. Stanno semplicemente agendo, su scala generazionale, un principio che ogni terapeuta conosce bene: quando un ambiente diventa strutturalmente incapace di rispettare i bisogni di chi lo abita, l&#8217;unica risposta sana è ridefinire i confini. Non è patologia il ritiro — è patologico, semmai, il sistema che lo rende necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è però un rischio da non ignorare, ed è forse la nota più scomoda di questa analisi: la disconnessione volontaria, per essere davvero liberatoria, richiede risorse. Tempo, consapevolezza, un contesto familiare e sociale che sostenga la scelta invece di isolarla ulteriormente. Chi non ha gli strumenti per teorizzare la propria ribellione rischia di restare semplicemente intrappolato, senza nemmeno il lessico per nominare la propria sofferenza. L&#8217;anarchia digitale, in questo senso, è anche una questione di classe psicologica: chi può permettersi di disconnettersi, e chi no.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta la domanda che chiude davvero il cerchio, quella che il pezzo pone nel finale: se il coraggio, oggi, si misura nella capacità di spegnere una notifica, forse non è la generazione che va analizzata. È l&#8217;architettura che l&#8217;ha costretta a considerare la quiete come un atto di resistenza.</p>
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		<title>Filippo Poletti: «Il vero leader dell’intelligenza artificiale? Cuore e cervello</title>
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				<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 10:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[DailyMood.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mood Your Say]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Poletti]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Entro 5 anni il 50% delle decisioni manageriali sarà preso con IA» Nel libro “SMART LEADERSHIP CANVAS” dell’influencer Poletti i passi da fare un anno dopo ChatGPT: all’iinterno 20 interviste a Microsoft, Cisco, Siemens, Scalapay, Zucchetti, illimity e altre aziende Il vero leader ai tempi dell’intelligenza artificiale? Deve avere cuore e cervello, il primo per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it/2024/01/17/filippo-poletti-il-vero-leader-dellintelligenza-artificiale-cuore-e-cervello/">Filippo Poletti: «Il vero leader dell’intelligenza artificiale? Cuore e cervello</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it">Daily Mood</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>Entro 5 anni il 50% delle decisioni manageriali sarà preso con IA»</strong></em><br />
<em><strong>Nel libro “SMART LEADERSHIP CANVAS” dell’influencer Poletti i passi da fare un anno dopo ChatGPT: all’iinterno 20 interviste a Microsoft, Cisco, Siemens, Scalapay, Zucchetti, illimity e altre aziende</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il vero leader ai tempi dell’intelligenza artificiale? Deve avere cuore e cervello, il primo per prendersi cura delle persone, il secondo per raggiungere gli obiettivi di business promuovendo un impatto positivo sulla società. In un contesto in cui, <strong>entro i prossimi 5 anni, il 50% delle decisioni manageriali sarà preso in collaborazione con l’IA,</strong> sono queste le fondamenta del “test del cuore e del cervello” per i capi articolato in dieci passaggi, proposto da <strong>Filippo Poletti,</strong> giornalista professionista e top voice di LinkedIn, <strong>presentato a Microsoft Italia a Milano nella sede italiana assieme all’amministratore delegato Vincenzo Esposito.</strong> Il tutto a 365 giorni dal lancio di ChatGPT, che in soli cinque giorni registrò cinque milioni di utenti e a novembre è arrivato a superare i 180 milioni di iscritti.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Il leader di oggi deve saper progettare il processo di trasformazione in atto, sviluppare all’interno dell’azienda nuove competenze, promuovere una cultura organizzativa che utilizzi al meglio l’intelligenza artificiale e soprattutto individuare quali attività saranno svolte dagli esseri umani e quali dalle macchine, attribuendo all’intelligenza il ruolo di co-pilota e alle persone quello di “piloti” della rivoluzione in atto</em>», spiega <strong>Filippo Poletti,</strong> <strong>ideatore e autore del libro “Smart Leadership Canvas: come guidare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale con il cuore e il cervello</strong>” assieme ad Alberto Ferraris, professore ordinario in economia e gestione delle imprese. All’interno del volume, edito da Guerini Next, le teorie sulla leadership assieme ad analisi quantitative curate da Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia, e a venti interviste ai leader appartenenti alla generazione dei boomer, X e Z, da Microsoft a Google, Cisco, Siemens, illimity, Webuild fino all’unicorno Scalapay, cofondato da Simone Mancini, classe 1987.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL DECALOGO DEL LEADER AI TEMPI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong><br />
«Stiamo passando a una figura di leader poliedrico, che deve avere capacità e competenze commisurate con l’evoluzione della tecnologia, a garanzia di un operato che unisca l’efficacia dell’IA al valore inestimabile del talento umano», spiega Poletti. Questo il decalogo del leader di cuore e cervello ai tempi dell’intelligenza artificiale:<br />
1. sa integrare il lavoro fatto dalle persone con quello dell’intelligenza artificiale<br />
2. sa individuare il livello di urgenza della collaborazione persone-intelligenza artificiale<br />
3. sa stabilire il grado di importanza della collaborazione persone-intelligenza artificiale<br />
4. sa coinvolgere i collaboratori per valorizzarli e non per sostituirli<br />
5. sa sviluppare relazioni positive con i collaboratori<br />
6. sa favorire il benessere dei collaboratori<br />
7. sa promuovere l’innovazione in azienda<br />
8. sa prendere le decisioni necessarie per sviluppare il business aziendale<br />
9. sa realizzare gli obiettivi aziendali nel rispetto delle regole e dell’etica professionale<br />
10. sa individuare gli ostacoli e agire con rapidità</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>20 “SFUMATURE” DI LEADERSHIP: MICROSOFT, GOOGLE, CISCO, ILLIMITY E SCALAPAY</strong><br />
La collaborazione tra intelligenza umana e artificiale stimola tante letture da parte dei leader coinvolti nel libro e con formazione differente. È qui che emergono venti “sfumature” della leadership: c’è, ad esempio, “la leadership della prosperità” raccontata da <strong>Vicenzo Esposito</strong>, CEO di <strong>Microsoft Italia</strong>, così come “la leadership coraggiosa” presentata da <strong>Melissa Ferretti Peretti</strong>, CEO di <strong>Google Italia,</strong> “la leadership inclusiva” tratteggiata da <strong>Agostino Santoni,</strong> vicepresidente di<strong> Cisco Sud Europa</strong> e vicepresidente di Confindustria con delega al digitale, “la leadership agile” indicata da <strong>Floriano Masoero</strong>, CEO di <strong>Siemens Italia,</strong> “la leadership utile” suggerita da Corrado Passera, CEO di illimity, e “la leadership condivisa” su cui riflette <strong>Cristina Zucchetti di Zucchetti Group.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Un leader deve ritenersi soddisfatto se l’azienda cresce e, allo stesso tempo, se crescono le persone che ci lavorano così come il resto della società. La “Smart Leadership Formula” è composta, oltre che dalla collaborazione uomo-macchina, dal cuore e dal cervello, dall’impatto generato nel mondo», conclude Filippo Poletti nel nuovo vademecum per il leader dell’era dell’intelligenza artificiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scheda del libro</strong><br />
Tit<img class=" wp-image-208355 alignleft" src="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2024/01/Cover-Smart-Leadership-Canvas-2023-200x300.jpg" alt="" width="143" height="215" srcset="https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2024/01/Cover-Smart-Leadership-Canvas-2023-200x300.jpg 200w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2024/01/Cover-Smart-Leadership-Canvas-2023-683x1024.jpg 683w, https://www.dailymood.it/wp-content/uploads/2024/01/Cover-Smart-Leadership-Canvas-2023.jpg 800w" sizes="(max-width: 143px) 100vw, 143px" />olo: “Smart Leadership Canvas: come guidare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale con il cuore e il cervello”<br />
Editore: Guerini Next<br />
ISBN: 9788868964986<br />
Pagine: 330<br />
Prezzo: 21,50€<br />
Disponibile su tutte le piattaforme online e nelle librerie dal 1° dicembre 2023</p>
<p>Top voice di LinkedIn con executive MBA al Politecnico di Milano, dal 2017 cura su LinkedIn una rubrica quotidiana dedicata al lavoro. È stato inserito da WikiMilano tra i protagonisti della vita metropolitana. Speaker, formatore e giornalista professionista ha scritto per oltre 30 testate nazionali come il Corriere della Sera. Tra i suoi i libri Tempo di IoP: Intranet of People, Grammatica del nuovo mondo, MBA Power: innovare alla ricerca del proprio purpose e Ucraina: grammatica dell&#8217;inferno.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it/2024/01/17/filippo-poletti-il-vero-leader-dellintelligenza-artificiale-cuore-e-cervello/">Filippo Poletti: «Il vero leader dell’intelligenza artificiale? Cuore e cervello</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dailymood.it">Daily Mood</a>.</p>
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