Immaginate di immergervi in un racconto che mescoli le atmosfere di Qualcuno volò su nido del cuculo a quelle de Il silenzio degli innocenti. E capirete che cosa vuol dire assistere a Nocturne, la nuova serie Apple Tv tratta dal romanzo crime The Sandman di Lars Kepler. I protagonisti sono Liev Schreiber e Zazie Beetz, nei panni di due poliziotti che devono trovare una ragazza scomparsa. Ma a rubare la scena a tutti è Stephen Graham, l’attore inglese nato con il cinema di Guy Ritchie (The Snatch) e passato per il mondo di Peaky Blinders, che abbiamo visto di recente in Adolescence, che in questi ultimi anni sta dimostrando tutto il suo talento e il suo carisma. Graham è in scena nei panni di Jurek Walter, assassino rinchiuso in un manicomio criminale. La serie è scritta e prodotta da John Hlavine e Rowan Joffe. Nocturne è su Apple TV dal 30 ottobre con i primi due episodi dei dieci totali, seguiti da nuovi episodi ogni venerdì fino al 25 dicembre. Sarà un Natale da brividi.
Jonah Lynn (Liev Schreiber) è un ex militare diventato detective della squadra omicidi che, stanco di lavorare nelle strade difficili di Philadelphia, si trasferisce in una piccola città della Pennsylvania occidentale in cerca di tranquillità. Ma quando la città e la sua famiglia finiscono nel mirino del serial killer Jurek Walter (Stephen Graham), astuto e spietato, Jonah dovrà proteggere tutto ciò che ha di più caro. Jonah riprende la ricerca dell’ultima vittima scomparsa di Jurek. E sarà costretto a mandare la sua figlia adottiva, l’agente dell’FBI Saga Bauer (Beetz), a confrontarsi con Jurek.
Jurek Walter, alias Stephen Graham, coglie la nostra attenzione già dai primi secondi del primo episodio, nel prologo, prima ancora dei titoli di testa. È in un manicomio criminale, in una cella d’isolamento, di massima sicurezza. Eppure, anche là dentro, è estremamente pericoloso. Attraverso le condutture dei servizi igienici riesce a parlare con un uomo in un’altra cella, a condizionarlo, a farlo impazzire fino a fargli commettere un gesto estremo. Poco dopo vediamo un giovane e ignaro infermiere mandato nella sua cella per estrarre un oggetto pericoloso, mentre Jurek è tramortito solo per pochi secondi.
Bastano questi due momenti a instillare in noi un senso di terrore, di costante tensione. Sin dai primi minuti di Nocturne capiamo che ogni volta che Jurek è in scena può accadere qualsiasi cosa. Non c’è una parola, uno sguardo, un minimo gesto che sia fatto a caso. Tutto, in lui, serve ad uno scopo. Stephen Graham riesce a farne un ritratto di quelli che non lasciano indifferenti. Lo sguardo fisso, la voce sottile, calma, ai limiti dell’inespressività, il contegno impassibile. Jurek Walter è la quiete prima della tempesta, è la calma apparente che precede un’esplosione.
Jurek Walter è come l’Hannibal Lecter de Il silenzio degli innocenti. Già assicurato alla giustizia, già messo (apparentemente) in condizione di non nuocere, è comunque un’energia potenziale di morte, un pericolo costante, una spada di Damocle che incombe su tutta la storia. Come Lecter è un assassino, è pericoloso. Eppure gli investigatori hanno bisogno di lui, delle sue parole, dei suoi segreti per risolvere l’enigma. La cornice costruita accanto a lui, il manicomio, rende tutto estremamente claustrofobico, tensivo, ossessivo. Quell’ambiente chiuso è una perfetta camera di detonazione dove tutto può esplodere da un momento all’altro.
Tutto questo si muove in uno di quei tipici scenari americani: la cittadina di provincia, i boschi, gli alti alberi. C’è quel senso di solitudine misto a inquietudine che abbiamo visto tante volte, da I segreti di Twin Peaks a Mare Of Easttown. Ci sono i poliziotti locali che interagiscono con gli agenti dell’FBI, poliziotti buoni e poliziotti cattivi, ma tutti alla ricerca della soluzione dell’enigma. Perché si tratta di trovare una ragazza scomparsa, una giovanissima che tutti, in città, conoscono. È una questione di cuore oltre che di investigazione.
Accanto a Stephen Graham si muovono altri grandi attori. Liev Schreiber impersona un topos narrativo del poliziesco, il poliziotto che si è ritirato ma deve fare quell’ultima missione, e lo carica di significati: stanchezza, rimpianto, disillusione, ma anche una fiammella di speranza. Zazie Beetz è appassionata, dolente, magnetica. È l’erede dalla Clarice Sterling di Jodie Foster ne Il silenzio degli innocenti. E così Apple Tv ha creato un’altra serie impeccabile, intensa, che crea dipendenza. Image Credit: ®AppleTv