Milano, 24 settembre 2026 – Per la Primavera/Estate 2027, Borsalino ritrova le atmosfere di Casablanca, capolavoro cinematografico del 1942, e l’eleganza senza tempo dei suoi protagonisti, Ingrid Bergman e Humphrey Bogart. Lei, sofisticata ed essenziale, avvolta nei bianchi e nei colori pastello; lui, icona di un’eleganza maschile entrata nell’immaginario collettivo, dallo smoking bianco all’inseparabile trench e cappello.
Sospesa tra realtà e suggestione cinematografica, Casablanca diventa il punto di partenza di un viaggio fatto di luce e contrasti: il bianco delle architetture, il blu dell’Atlantico, le tonalità minerali della pietra e i colori intensi delle spezie e della terra. Un paesaggio visivo che la PE27 traduce in materiali, forme e lavorazioni attraverso il savoir-faire Borsalino.
L’eleganza di Ingrid Bergman trova una delle sue espressioni più dirette nel capitolo Ultra Feminine. MOUNA, nuova visiera in raso lucente, incorpora un lungo foulard dalla vestibilità versatile; TAMARA, nella paglia cucita più fine della collezione, associa una grande falda spiovente a una maxi-cinta tricolore. FRIDA, infine, reinterpreta la classica magiostrina con una linea più femminile e strutturata, caratterizzata da tesa media e piatta e calotta profonda.
Anche la palette attraversa l’immaginario del film e i suoi protagonisti. Royal Casablanca richiama il bianco delle architetture e dello smoking di Bogart; Self Tie il nero del suo papillon; Humphrey Trench l’iconico trench coat e Ingrid Rose le delicate tonalità pastello di Bergman. Tamaris Blue guarda all’Atlantico e ai cieli marocchini, mentre Spice Ocra, Medina Brown, Tajine Red e Café Americain evocano pietra, terra, spezie, mercati e atmosfere del film.
Dall’immaginario cinematografico, il viaggio entra così nella Casablanca reale. Le architetture della città aprono il racconto attraverso il tema degli Areati. Gli intrecci delle aperture arabeggianti, concepite per lasciar scorrere l’aria nelle ore più calde, sono trasposti sulle cupole dei modelli semi-ventilati FERRAC, dall’incapatura pork pie e tesa country, e CLAUDE, dove le geometrie create dalle mani esperte ecuadoregne rendono ogni esemplare unico. Nella cloche LISA, il motivo traforato percorre invece la tesa creando giochi di luce e ombra sul volto. L’effetto areato ritorna in ILLY, nella combinazione di canapa e fibra di cellulosa intrecciata e applicata manualmente con un movimento wave, e in KOKO e KIKKA, dove il punto maglia in cotone richiama le aperture scolpite dei minareti.
Il viaggio entra poi negli Interni marocchini, tra fibre naturali, mélange e armonie cromatiche calde sottolineate dal contrasto con il nero. Ne è espressione FEDERICO, modello iconico reinterpretato in una rafia mélange naturale e color caffè realizzata appositamente in Madagascar.
Dagli interni lo sguardo si sposta verso cortili, moschee e palazzi attraverso gli Zellige, composizioni geometriche di piccole tessere ceramiche colorate che diventano nastri e intrecci. Il motivo percorre la cinta di CLAUDE, in rafia naturale sbiancata, e le intere superfici di MEDEA e MARGOT, mentre nel country TOKYO incontra il papier giapponese, fibra dalla finitura cerata che dona morbidezza, lucentezza e maggiore resistenza.
Il patrimonio decorativo marocchino prosegue con Casablanca Majolica. Protagonista è SOPHIE, forma iconica della Maison impreziosita da una cinta in pelle con minuscole tessere e pietre applicate a mano. Nella versione in Panama semicrochet, la decorazione diventa trasformabile: la cinta a tre sezioni, caratterizzata sul retro da un fiocco d’archivio del 1942, può essere rimossa dal cappello e indossata come bandeau.
La Maroquinerie esplora invece la tradizione marocchina della lavorazione della pelle attraverso camosci, incisioni e dettagli funzionali. COUNTRY LAMBS e CLAUDETTE presentano cinte in camoscio lavorate al laser per evocare la cannettatura del classico gros grain di Borsalino; INDIANA, grazie a un filo armonico inserito nella tesa e a una cinta in suede amovibile, può modificare la propria vestibilità ed essere arrotolato con facilità. LASLO, in canapa brisa, combina una cinta in pelle intarsiata con dettagli metallici ai lati della cupola che favoriscono l’areazione, mentre il camoscio veste il baseball OTIS e arricchisce i profili di GOLFER e VINCENZO.
Il dialogo tra cappello e accessorio si estende, per la Primavera/Estate 2027, anche alla collezione di borse Borsalino, realizzata in licenza con GAMAT. Le forme e i codici distintivi della Maison vengono riletti attraverso nuove proporzioni e funzioni: KOKO trasforma la silhouette del cappello in una struttura in rafia crochet, mentre VORTEX nasce dal gesto di capovolgerne la forma, avvolta da briglie in pelle che richiamano una spirale. PANAMA SIGN trasferisce su tote e bucket bag la tela di cotone e i contrasti materici del mondo Borsalino, mentre LOLA evoca attraverso la propria costruzione il profilo della calotta. Rafia, raso, camoscio, pelle e gros grain costruiscono così un guardaroba di accessori pensato in continuità con il cappello, fino a dettagli funzionali che permettono, in alcuni modelli, di agganciarlo direttamente alla borsa.
Nell’anno del 170° anniversario di Borsalino, il viaggio nella memoria cinematografica diventa anche occasione per riscoprire il patrimonio della Maison. Tornano così alcune storiche cinte custodite negli archivi: Razzo, ideata nel 1939 sull’onda della corrente futurista, con il fiocco spostato verso il retro; Ape Bicolore, del 1942, che porta sul davanti alcuni degli elementi tradizionalmente posteriori del fiocco Borsalino; e Tati, reinterpretata sul bandeau in pelle di ispirazione maiolica. Elementi con oltre ottant’anni di storia vengono riletti attraverso materiali, proporzioni e forme contemporanee, creando un dialogo diretto tra l’heritage della Maison e la PE27.
A 170 anni dalla sua fondazione, Borsalino guarda così a Casablanca non come a un’immagine da riprodurre, ma come a un universo da reinterpretare in cui passato e presente si incontrano, riaffermando la capacità di Borsalino di trasformare la propria storia in un linguaggio sempre contemporaneo.