Michelle Hunziker: l’alienazione parentale, una campagna sociale e una proposta di legge

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Michelle Hunziker parla del progetto “Doppia Difesa” presentato a #Venezia72 e del corto “Ancora un’altra storia”. Una campagna sociale e proposta di legge, l’alienazione parentale…

Doppia Difesa nasce da un incontro casuale fra due donne, Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, che non potrebbero essere più diverse per storia personale, attività, provenienza. Scoprono invece, quasi subito, di avere in comune molti tratti caratteriali: una incontenibile voglia di fare, un entusiasmo contagioso, una tenacia ferrea.

Date queste premesse, era naturale che si stabilisse un rapporto di amicizia e di stima. Giulia e Michelle parlano, scambiano idee, opinioni, e da queste conversazioni emerge che entrambe hanno lo stesso sogno nel cassetto: aiutare tutti coloro che hanno subito  sul lavoro o fra le pareti domestiche  discriminazioni, violenze e abusi ma non hanno il coraggio, o le capacità, di intraprendere un percorso di denuncia. Giulia e Michelle capiscono che, insieme, possono svolgere un’attività di sostegno e assistenza attraverso un percorso non convenzionale; possono, forti della notorietà e della credibilità acquisite negli anni, usare la loro immagine per sensibilizzare l’opinione pubblica e portare alla ribalta le problematiche che spesso queste donne-vittime si trovano ad affrontare da sole, in un clima di isolamento ideologico e sociale. Comprendono insomma l’importanza di accendere i riflettori su quelle migliaia di casi che, nel silenzio e nell’indifferenza generali, crescono sino a diventare una vera e propria emergenza sociale.

di Francesca Polici per DailyMood.it

Info su Doppia Difesa: http://www.doppiadifesa.it/

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Polici Francesca

Mi accusano di essere logorroica, ed effettivamente ho la parlantina facile. Forse anche per questo amo il cinema francese e ho deciso di intraprendere una strada professionale divisa tra ufficio stampa e giornalismo. Scrivo di moda, turismo, teatro, cinema, televisione e food. Nata a Roma ma di “adozione spagnola” (nonostante l’accento argentino che mi viene spesso rimproverato), ho studiato Storia del cinema senza però mai abbandonare le mie altre passioni. Adoro i dannati di Bukowski, la decadente Marsiglia di Izzo e farmi cullare dai romanzi di Nick Hornby; nonostante creda che “le carrellate siano una questione morale”, penso che Barney Stinson sia il personaggio più geniale che mente umana potesse mai plasmare; non posso fare a meno di esplorare il mondo (basta che, ovunque vada, mi facciano mangiare rigorosamente gluten-free); e guardo con invidia agli anni Sessanta. Se fossi nata in quel decennio, forse, la minigonna l’avrei inventata io e non Mary Quant.

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